I riferimenti alla normativa europea

Normativa EuropeaLa parità tra uomini e donne è un principio fondamentale dell'Unione Europea, riconosciuto dagli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che vietano qualsiasi discriminazione basata sul genere e prevedono che sia garantita l'uguaglianza tra uomini e donne in tutti i settori, anche nel conseguimento dell'equilibrio tra vita privata e vita professionale.

Di seguito i principali riferimenti normativi che invitano a includere le donne nei ruoli apicali delle società private e pubbliche.

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Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2011 sulle donne e la direzione delle imprese (2010/2115(INI))

Il Parlamento europeo incita le imprese a raggiungere entro il 2015 la soglia critica del 30 % di donne negli organi di gestione ed entro il 2020 quella del 40 %, e chiede alla Commissione di proporre entro il 2012 un intervento legislativo (quote incluse) da attuare temporaneamente e che funga da catalizzatore del cambiamento, nonché di rapide riforme intese a eliminare il persistere delle disparità e degli stereotipi di genere nel processo decisionale in ambito economico, nel caso in cui le misure adottate dalle imprese e dagli Stati membri risultassero inadeguate.

Il Parlamento europeo ribadisce tale richiesta d'intervento normativo nella sua risoluzione del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea.


Testo della Risoluzione 

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Relazione della Commissione europea sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione

5 marzo 2012

La Commissione rileva che, come mostrato dai dati disponibili, l’equilibrio di genere ai vertici aziendali incide positivamente sulle prestazioni delle imprese, sulla competitività e sui profitti. Cita in proposito uno studio della McKinsey in cui si legge, ad esempio, che le società con rappresentanza paritaria realizzano profitti del 56% superiori rispetto a quelle a conduzione unicamente maschile. Inoltre, un’analisi condotta da Ernst & Young sulle 290 principali società quotate in borsa mostra che le imprese con almeno una donna nel consiglio di amministrazione realizzano utili decisamente più elevati rispetto a quelle in cui le donne sono del tutto assenti dai vertici aziendali.

Relazione su riequilibrio di genere

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Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell’equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure.

 

Nel novembre 2012, la Commissione Europea adotta una proposta di direttiva che fissa l’obiettivo minimo una percentuale del 40% di amministratori senza incarichi esecutivi del sesso sottorappresentato entro il 2020 per le società europee quotate in borsa e entro il 2018 per quelle pubbliche, mentre per gli incarichi esecutivi prevede una "quota di flessibilità" come misura complementare, attraverso obiettivi di autoregolamentazione che le società dovranno fissare.

La norma si applica solo alle imprese quotate in borsa e pubbliche, in virtù del loro peso economico e della loro alta visibilità e ha una valenza temporanea, con scadenza nel 2028.

Si sottolinea, nel contesto, l’importanza dell’attenzione al merito: le società sono chiamate a introdurre nuove procedure di selezione, dando priorità alle candidate donne, ma solo se in possesso delle qualifiche necessarie.

Direttiva UE 2012

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Parità di genere nei Consigli di Amministrazione

Dalla fine del 2013, la proposta è in discussione tra il Consiglio Europeo e gli Stati membri: la parità all’interno dei CdA è obiettivo sostenuto unanimemente, ma persistono approcci diversi, che rendono particolarmente difficile trovare una sintesi su scala europea che possa essere condivisa come unitaria.

I modelli di intervento sono essenzialmente tre, su strategie differenti:

  • le quote (applicate da Italia, Francia, Spagna e Germania);
  •  i codici di regolamentazione (preferiti da Regno Unito, Svezia, Finlandia);
  •  la trasparenza e il merito nel processo di selezione con obiettivi di rappresentanza fissati (modello della Proposta di Direttiva europea)

Direttiva UE 2013

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Direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014 , recante modifica della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni Testo rilevante ai fini del SEE

Prevede, tra l'altro, che le società quotate forniscano informazioni sulla politica in materia di board diversity eventualmente adottata. Con riferimento specifico alla diversità di genere, numerosi paesi hanno adottato iniziative legislative o di auto-regolamentazione.

Direttiva 2014/95/UE

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Risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2016 sulla creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale (2016/2017(INI))

Evidenza come un migliore equilibrio tra vita privata e vita professionale e una maggiore parità di genere siano cruciali per sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La chiave per l'emancipazione economica femminile è rappresentata dalla trasformazione e dall'adeguamento del mercato del lavoro e dei sistemi di previdenza sociale in modo tale da tenere conto delle fasi della vita delle donne. In tal senso invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare politiche di trasformazione e a investire in campagne di sensibilizzazione per superare gli stereotipi di genere e promuovere una più equa condivisione del lavoro domestico e di cura. Rileva il diritto e la necessità che gli uomini si assumano responsabilità di assistenza senza essere stigmatizzati o penalizzati, in tal senso è opportuno rivolgersi alle imprese e sostenerle nei loro sforzi volti a favorire l'equilibrio tra vita privata e vita professionale e combattere la discriminazione.

Risoluzione del Parlamento 2016 Mercato del Lavoro

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Risoluzione del Parlamento europeo del 3 ottobre 2017 sull'emancipazione economica delle donne nel settore pubblico e privato nell'UE (2017/2008(INI))

Risoluzione del Parlamento sull'emancipazione_economica

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Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio e al Comitato economica e sociale europeo 
Piano d'azione dell'UE per il 2017-2019 Affrontare il problema del divario retributivo di genere  - 20.11.2017 COM(2017) 678 final

Testo della comunicazione 2017-678